
Candeggina come diserbante: ecco cosa devi sapere
Un numero crescente di appassionati di giardinaggio sceglie la candeggina per uccidere le erbacce, attratti dalla promessa di risultati rapidi e a basso costo. Tuttavia, l’utilizzo della candeggina come diserbante solleva dubbi importanti in termini di efficacia, sicurezza e impatto ambientale. Ecco tutto quello che devi sapere prima di sperimentarla nel tuo giardino.
Come funziona la candeggina come diserbante?
La candeggina è una soluzione a base di ipoclorito di sodio, una sostanza chimica molto potente usata soprattutto per disinfettare e sbiancare. Quando la versi sulle erbacce, l’ipoclorito ossida i tessuti vegetali, distruggendo le cellule delle piante su cui viene applicata. Questo processo porta alla rapida secchezza della parte aerea, fino alla morte della pianta trattata.
Il meccanismo d’azione della candeggina come diserbante è quindi non selettivo: brucia qualsiasi vegetale con cui entra in contatto, inclusi fiori, ortaggi e prati. Il rischio di danneggiare piante che vuoi conservare è reale, poiché la sostanza non distingue tra erbacce e colture utili.
Inoltre, la candeggina rilascia cloro nel terreno, alterando la microflora e la composizione chimica del suolo. Questo può ridurre la fertilità e disturbare l’equilibrio naturale necessario per la crescita delle piante desiderate.
Quali sono i benefici di utilizzare la candeggina per uccidere le erbacce?
Molti scelgono la candeggina per eliminare le erbacce perché è facilmente reperibile, economica e agisce velocemente. Può risultare pratica per trattare piccole aree di cemento, vialetti o marciapiedi dove le piante indesiderate spuntano tra le fessure.
- Azione rapida: l’effetto bruciante si nota già dopo poche ore dall’applicazione.
- Semplicità d’uso: puoi spruzzarla direttamente sulle foglie delle erbacce senza particolari preparazioni.
- Reperibilità: la candeggina si trova in qualsiasi supermercato, a differenza di alcuni diserbanti specifici.
Tuttavia, i vantaggi della candeggina come diserbante si limitano spesso a situazioni di emergenza o per zone inerti, dove non ci sono altre piante da proteggere.
Ci sono rischi nell’uso della candeggina come diserbante?
L’uso della candeggina per il controllo delle erbacce comporta diversi rischi per la salute e per l’ambiente. Primo fra tutti, la sostanza può causare irritazioni cutanee, oculari e alle vie respiratorie. Secondo dati raccolti in Francia tra il 2001 e il 2022, sono stati segnalati 204 casi di intossicazione da gas di cloro derivanti dalla miscela di candeggina e aceto usata come diserbante: l’81% dei soggetti ha manifestato tosse e il 50% difficoltà respiratorie.
La candeggina, inoltre, può contaminare il terreno e le falde acquifere. Il cloro rilasciato degrada la qualità del suolo, ostacolando la crescita futura di qualsiasi vegetale. Nei pressi di orti, aiuole o aree verdi, questa pratica può compromettere la biodiversità e la salubrità dell’ambiente circostante.
Non meno importante, la normativa italiana prevede restrizioni molto rigide: la candeggina non è registrata come disinfettante dal Ministero della Sanità per usi agricoli o in giardinaggio. Secondo l’articolo 674 del codice penale, il getto di sostanze offensive in luoghi pubblici è punito con l’arresto fino a un mese o una multa fino a 206 euro.
Il rischio di incorrere in sanzioni non è trascurabile, soprattutto se utilizzi la candeggina in spazi comuni o condominiali.
Confronto tra candeggina e altri diserbanti naturali
Quando si parla di diserbanti naturali o erbicidi alternativi, la candeggina viene spesso confrontata con soluzioni come aceto, sale o acqua bollente. A differenza di questi rimedi, però, la candeggina ha un impatto ambientale molto più marcato, poiché il cloro può persistere nel terreno e danneggiare la fauna microbica utile.
- Aceto: agisce acidificando il pH della superficie fogliare, con effetti limitati a piante giovani.
- Sale grosso: disidrata i tessuti vegetali, ma può rendere il terreno sterile a lungo termine.
- Acqua bollente: brucia le erbacce senza residui chimici, adatta solo su superfici non coltivate.
- Candeggina: potente ma rischiosa, con effetti collaterali sulla salute e sull’ambiente.
Secondo quanto riportato su Wikipedia nella pagina dedicata ai diserbanti, i prodotti chimici non selettivi come la candeggina non dovrebbero essere usati indiscriminatamente, sia per le conseguenze ambientali che per la legalità del loro impiego.
Le alternative organiche, pur richiedendo più applicazioni, sono generalmente più sicure e meno impattanti per l’ecosistema del tuo giardino.
Quali precauzioni prendere quando si utilizza la candeggina?
Se decidi comunque di utilizzare la candeggina per eliminare le erbacce, è fondamentale agire con estrema cautela. Indossa sempre guanti, mascherina e occhiali protettivi per evitare contatti accidentali con la pelle o le mucose.
- Evita di miscelare la candeggina con altri prodotti, come aceto o ammoniaca, per scongiurare la formazione di gas tossici.
- Non applicare la candeggina in presenza di vento o su terreni in pendenza, per prevenire la dispersione su altre piante.
- Limita l’uso solo alle fughe di mattonelle o superfici inerti, lontano da orti, alberi e fiori.
- Dopo l’uso, risciacqua abbondantemente gli strumenti e non scaricare mai la soluzione avanzata direttamente nel terreno o nelle fognature.
È buona norma informarti sulle regole locali relative all’uso di sostanze chimiche in giardino, per non incorrere in sanzioni e rispettare la normativa vigente. La pagina di Wikipedia sulla candeggina offre ulteriori dettagli sulle sue proprietà e sui rischi associati.
In definitiva, l’utilizzo della candeggina come diserbante può sembrare una soluzione veloce, ma comporta più svantaggi che benefici, soprattutto se consideri la salute tua, dei tuoi animali e dell’ambiente. Valuta sempre alternative più sostenibili e sicure per mantenere il tuo giardino curato senza rischi inutili.
Marco Vitali
Artigiano Restauratore, Maestro del Fai-da-Te
Artigiano e restauratore di mobili con bottega a Verona, terza generazione di falegnami. Specializzato in recupero creativo di arredi vintage, upcycling e piccola falegnameria domestica. Conduce laboratori pratici di bricolage e ha formato oltre 500 corsisti nelle tecniche di restauro fai-da-te. Scrive guide passo-passo pensate per chi vuole mettere le mani in pasta senza esperienza.



