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Olimpiadi Tokyo 2020: giovani atlete cambiano le regole dei costumi

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Se di recente avete acceso la tv, sentito la radio, aperto un giornale o un sito web vi sarete accorti che il Giappone ha aperto le porte agli atleti: sono cominciate le Olimpiadi di Tokyo 2020.

Come sempre gli atleti italiani si difendono bene, siamo noni per ora nella classifica medaglie. I nostri atleti ci stanno regalando un bellissimo spettacolo agonistico.

In questi giorni si parla anche di alcune squadre che hanno spiccato sul campo di gara non solo per la propria prestazione atletica.

Alcuni atleti stanno scrivendo una pagina di storia del costume dello sport.

Domenica 25 luglio sono scese in pedana le atlete tedesche della ginnastica artistica con un body che tradizionalmente non ci si aspetta di vedere. La squadra indossava infatti uno stupendo full-body, lungo fino alle caviglie. Niente sgambatura vertiginosa per loro.

atlete ginnastica tedesca body

La motivazione si legge in parte nel caso di cronaca che ha interessato il mondo della ginnastica americana. Larry Nassar, medico delle atlete, è stato condannato con il carcere dai 40 ai 175 anni per molestie e abusi sessuali nei confronti di oltre 160 ragazze.

Il fatto ha scosso il mondo dello sport e rotto il muro di silenzio sui casi di molestie sulle giovani atlete, che a quanto pare non interesserebbero solo l’America.

La tuta lunga delle atlete tedesche è stato il simbolo della loro ribellione a un costume che ostenta il corpo, anche in età molto precoce, senza una reale motivazione tecnica.

Il regolamento richiede infatti un body adeguato, non trasparente, con una linea elegante che copra anche fino alle caviglie. Questo a sottolineare come i body che siamo abituati a vedere sulle ginnaste siano una convenzione e non una regola.

Le atlete tedesche hanno deciso che era arrivato il momento di sovvertire questa convenzione per lanciare un segnale chiaro: siamo persone non corpi-oggetto.

Un altro tentativo di rompere uno schema di costume è arrivato dalla squadra femminile norvegese di pallamano da spiaggia.

Le atlete si sono infatti rifiutate di gareggiare con il bikini che tradizionalmente viene usato in questo sport.

atlete norvegesi pallamano spiaggia bikini

Ancora una volta la motivazione è legata alla distinzione tra necessità ‘atletica’ di quel tipo di costume di gara e necessità ‘estetica’.

E’ particolare come alcuni sport richiedano lo stesso abbigliamento per donne e uomini mentre in altri ci sia una netta differenza, a volte non giustificata da necessità tecniche, atletiche o sportive.

Questa presa di posizione significativa in un campo di gara importante come le olimpiadi ha lanciato un segnale chiaro e probabilmente sarà l’inizio di una rivoluzione del costume sportivo.

In ogni caso, lo sport al centro.


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Claudia Busto

Sono Claudia Busto, coach per adolescenti. Sostengo i genitori nella crescita dei loro figli dando ai ragazzi degli strumenti concreti per superare gli ostacoli e raggiungere grandi traguardi.

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