Difficoltà degli adolescenti Difficoltà dei genitori e strumenti di comunicazione

Come aiutare un figlio adolescente quando non vuole essere aiutato

come aiutare un figlio adolescente

Come aiutare un figlio adolescente quando rifiuta il tuo aiuto?

Spesso mi capita di incontrare genitori attenti, che si accorgono delle difficoltà dei propri figli adolescenti.

A volte questi genitori trovano la volontà dei figli di essere aiutati.

In questo caso i primi passi sono sicuramente più facili da fare perchè si va nella stessa direzione.

Sono molti di più i casi in cui un adolescente non accetta la proposta di un genitore di cercare un aiuto esterno per le sue difficoltà.

Come lo so?

Diciamo che 3 genitori su 5 quando si presentano da me mi anticipano che il proprio figlio/a è contrario a cominciare un percorso di coaching perchè pensa di non averne bisogno.

Io capisco bene i sentimenti iniziali dei ragazzi. Pensate che peso può essere per un adolescente ammettere di avere un problema che non riesce a risolvere da solo/a. In più aggiungo un ragionamento che alcuni figli possono fare: “Se accetto di essere aiutato vuol dire che ho una difficoltà come tu (mamma, papà) mi ha detto e quindi devo darti ragione”. E non è che proprio tutti gli adolescenti hanno questo gran piacere nel dare ragione a un genitore.

Come aiutare un figlio adolescente quando non vuole il tuo aiuto?

La questione fondamentale qui, prima ancora di cominciare un percorso di aiuto, è far si che tuo figlio/a prenda consapevolezza di non stare bene.

E’ inutile e controproducente insistere con un adolescente che non riconosce di avere una difficoltà.

Il primo grande passo da fare è guidare tuo figlio/a verso la consapevolezza del proprio problema.

come aiutare un figlio adolescente che non vuole il tuo aiuto

Ci sono alcuni modi per farlo:

  • cercare una rete di persone/associazioni/centri che rendono possibile l’incontro di genitori e ragazzi con la stessa difficoltà
  • proporre a tuo figlio/a non un percorso di guarigione ma di osservazione di se stesso/a. Modificando le parole con cui si propone un aiuto un adolescente può decidere di guardarsi dentro anche senza accettare di avere un problema da risolvere.
  • dare delle opzioni. Con i ragazzi non funzionano i ricatti. Ho sentito genitori dare degli ultimatum ai figli per convincerli a farsi aiutare. Molto più efficace è proporre delle alternative: “Possiamo incontrare il professionista X e stabilire un tempo di prova, passato quel periodo vedrai se andare avanti”.
  • scegliere il professionista più adatto alle esigenze di tuo figlio. Collegandomi a quanto ti ho detto nel punto precedente è importante trovare un professionista che lavori con tuo figlio/a con la consapevolezza che c’è una resistenza dall’altra parte. In caso contrario rischi che il ragazzo/a perda fiducia nel percorso di aiuto.

Quando un genitore mi chiede come aiutare un figlio adolescente che non vuole aiuto la prima cosa che dico è di concedermi un incontro. A volte i genitori si perdono in discorsi trascendentali nel tentativo di convincere il proprio figlio/a mentre è più efficace:

“Sono venuta a conoscenza di questa persona e vorrei che tu la incontrassi. Mi basta un incontro e dopo quello puoi decidere. Quando sei libero/a questa settimana?”

Ti ho dato molte alternative e opzioni per avvicinarti a tuo figlio/a e proporre un percorso di aiuto.

La chiave spesso sta nel dire meno anziché di più. Troppe parole, troppe digressioni rischiano di aumentare la diffidenza di un adolescente nei confronti di un sostegno esterno. Poche parole chiare dette in modo sincero e attento hanno molto più effetto su un figlio/a che infondo sta cercando solo la sua strada per crescere.


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Claudia Busto

Sono Claudia Busto, coach per adolescenti. Sostengo i genitori nella crescita dei loro figli dando ai ragazzi degli strumenti concreti per superare gli ostacoli e raggiungere grandi traguardi.

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