Coaching per adolescenti

Coaching per adolescenti: tre cose fondamentali da sapere

coaching la non terapia per adolescenti

C’è ancora molta confusione in Italia rispetto a cosa sia il Coaching e cosa faccia un Coach.

La confusione è data principalmente da due aspetti:

  • è una professione relativamente nuova nel nostro Paese
  • sono i Coach stessi che spesso creano confusione rispetto al Coaching

Quello che voglio raccontarti nelle righe che seguono è cosa sia il Coaching e quali equivoci ci sono spesso dietro la definizione di Coach.

1) Cos’è il coaching per adolescenti: facciamo chiarezza

Quando ho cominciato la mia formazione uno dei miei mentori mi ha detto: “All’inizio la risposta più difficile da dare è ‘Che cos’è il Coaching e cosa fa un Coach? E puoi scegliere se dare la definizione convenzionalmente riconosciuta o sceglierne una più vicina a te come Coach’.

Io te le do entrambe anche se, quando mi viene chiesto, uso sempre la seconda.

Definizione generica:

Coach viene tradotto dall’inglese come: autobus utilizzato per lunghi viaggi. Il Coaching è quindi un viaggio che riguarda il COME fare qualcosa anziché COSA fare. Il Coach ha il compito di migliorare la performance del cliente, che acquisisce nuove abilità non perchè gli vengono insegnate ma perchè le scopre interiormente.

Definizione del mio essere un Life Coach per adolescenti:

Come Life Coach aiuto i ragazzi a spostare la loro attenzione da una situazione di possibile difficoltà verso la ricerca della soluzione. Attraverso gli strumenti della Programmazione Neuro-Linguistica e del Coaching li guido in un percorso di CHIAREZZA, CONSAPEVOLEZZA e RISULTATI.

Qui puoi trovare il percorso spiegato nei dettagli: COSA FACCIO

La confusione rispetto al Coaching è data a volte dalle definizioni poco chiare dei Coach stessi.

Ti spiego in quali ambiguità si può cadere quando si parla di Coach.

2) Il Coach e la confusione con il motivatore e il pensiero positivo

‘Quindi sei una specie di motivatore?’

Purtroppo spesso si tende ad etichettare il Coach come un motivatore, cioè qualcuno che incoraggia a raggiungere un obiettivo. Se mi bastasse motivare gli adolescenti per eliminare le loro difficoltà avrei risolto i problemi di intere generazioni di giovani (e aggiungerei anche di genitori) e probabilmente sarei milionaria.

L’idea del Coach che ti si mette davanti e ti incoraggia con parole sentite, anche di un certo impatto emotivo, può essere fuorviante.

Certo, è vero che la parola giusta detta al momento opportuno può essere importante per un ragazzo/a ma non è il centro del mio lavoro.

Io utilizzo tecniche che provengono dalla Programmazione Neuro-Linguistica e dalla comunicazione e il Coaching è il modo di metterle in pratica.

Aggiungerei anche che quelle tecniche, quegli esercizi, diventano parte dell’adolescente con cui lavoro, che le fa proprie e le può usare quando vuole per migliorarsi e stare bene.

coaching non terapia per adolescenti

‘Quindi è un po’ la storia del pensiero positivo?’

Un altro errore che si commette è quello di associare il Coaching alla psicologia positiva, che è un filone di ricerca a sè stante.

E’ ovvio che se capisco che un ragazzo viaggia bene a benzina io cerco di fargli usare il più possibile la Senza Piombo (pensieri positivi) rispetto al Gasolio (pensieri negativi), altrimenti si inceppa il motore e tanti saluti.

L’esempio è per spiegarti che sono attenta a procedere verso un pensiero che aiuta rispetto a uno che rema contro ma ancora una volta non è questa la parte centrale del mio lavoro.

Inoltre preferisco molto di più la definizione di PENSIERO POTENZIANTE rispetto a pensiero positivo. Il pensiero potenziante è quella scintilla che noi alimentiamo per essere poi trasformata in azione.

Il coaching non è una terapia

In un articolo precedente avevo già spiegato la differenza tra il modo di operare delle varie figure del benessere mentale, psicologo, neuropsichiatra ecc…

Qui puoi rileggere l’articolo: Come e quando è necessario rivolgersi a un professionista del benessere mentale per tuo figlio.

Qui preferisco concentrarmi su quello che è un punto fondamentale del Coaching: NON E’ UNA TERAPIA.

Non essendo una terapia non importa che un adolescente abbia o meno dei problemi.

Io sono qui per portarlo verso dei risultati, qualsiasi sia il suo punto di partenza.

Può esserci il ragazzo che ha bisogno di acquisire sicurezza in sè stesso perchè si sente insicuro come può arrivare la ragazza già sicura di sè che deve partecipare a una gara importante e vuole arrivarci al meglio.

Il Coaching è la strada verso il miglioramento, qualsiasi sia il punto di partenza.

Brian Colbert scrive:

Tu sei quello che meriti di poter essere.

nel libro: ‘

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Claudia Busto

Sono Claudia Busto, coach per adolescenti. Sostengo i genitori nella crescita dei loro figli dando ai ragazzi degli strumenti concreti per superare gli ostacoli e raggiungere grandi traguardi.

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